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La malattia come cura: la potenza di "Addio, bella crudeltà" di Riccardo Meozzi

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Addio, bella crudeltà
di Riccardo Meozzi
edito da E/O edizioni, febbraio 2025

pp. 208
€ 17,50 (cartaceo)
€ 11,99 (eBook)

Nell'intreccio delicato delle nostre esistenze, l'amore spesso si manifesta come una forza tanto sublime quanto crudele. È un sentimento che ci avvolge, ci trasforma e, talvolta, ci mette di fronte alle nostre più profonde fragilità. In questo complesso scenario emotivo, Addio, bella crudeltà di Riccardo Meozzi emerge come un'opera che esplora con sensibilità e profondità le sfumature dell'amore giovanile, della passione travolgente e delle sfide inaspettate che la vita ci riserva.

Ambientato negli anni Novanta, il romanzo narra la storia di Giovanni e Lidia, due adolescenti che si incontrano e si innamorano in un contesto che sembra soffocarli. La loro relazione nasce da un bisogno reciproco di evasione: Giovanni, con la sua presenza dominante, e Lidia, alla ricerca di uno spazio in cui sentirsi vista e amata. Fin dalle prime pagine, Meozzi dipinge un quadro vivido della loro dinamica, evidenziando come l'equilibrio tra i due sia precario e spesso inclinato verso una dipendenza emotiva più che verso un amore sano.

La decisione di sposarsi subito dopo le superiori rappresenta per entrambi una fuga dalle rispettive realtà opprimenti. Tuttavia, la vita li mette presto alla prova quando Giovanni si ammala di un tumore al cervello dopo aver sofferto di forte emicrania per anni. Questo evento drammatico inverte i ruoli all'interno della coppia: Giovanni, un tempo pilastro della relazione, diventa vulnerabile, scontroso e bisognoso di supporto, mentre Lidia assume il ruolo di sostegno principale. Meozzi esplora con maestria questa trasformazione, mostrando come la malattia possa ridefinire le dinamiche di potere e affetto in una relazione.

Si china ancora una volta. Va avanti. Gli dice che ha sopportato tutto quello che è venuto dopo per amore e poi per senso del dovere, perché odiava vederlo stare male, e si era quindi sottomessa di nuovo. Non a lui, ma alla malattia, a vederlo in quello stato, a inventare un modo per potergli permettere di vivere comunque quel che avevano voluto insieme. E poi era stato abbastanza, e poi troppo, e non era neanche potuta star male perché era lui il malato. Adesso era tardi anche per baciarlo. (p. 187)

L'amore tra Giovanni e Lidia diventa, in questo caso, un catalizzatore per una nuova forma di amore, meno artefatta e meno legata ai ruoli sociali predefiniti. La vulnerabilità porta i protagonisti a una connessione emotiva più profonda, seppur molto silenziosa, in cui le maschere cadono e l'essenza dell'altro si rivela in tutta la sua umanità. L'autore riscrive le regole dell'affetto e del potere, imponendo una trasformazione dolorosa ma anche portatrice di nuove consapevolezze: restare accanto all'altro senza riserve.

Un aspetto particolarmente interessante del romanzo è la sua struttura narrativa anticronologica. La storia si sviluppa attraverso una serie di flashback che svelano gradualmente gli eventi passati, offrendo al lettore una comprensione più profonda delle motivazioni e delle esperienze dei protagonisti. Questa scelta stilistica riflette l'idea che il presente sia costantemente influenzato dal passato e che, per comprendere appieno una relazione, sia necessario esaminare le sue radici e le sue evoluzioni nel tempo.

Meozzi affronta temi universali come la fragilità dei legami umani, il peso del tempo e la crudeltà dell'amore quando smette di essere una scelta consapevole e diventa una forma di resistenza. La sua prosa è intesa e penetrante, capace di catturare le complessità delle emozioni umane senza cadere in cliché o sentimentalismi eccessivi. Attraverso la storia di Giovanni e Lidia, l'autore invita il lettore a riflettere sulla natura dell'amore, sulle sue trasformazioni e su come le esperienze condivise possano sia unire che allontanare. 

La "crudeltà" del titolo rappresenta la durezza e l'inevitabilità dei cambiamenti. Non è forse senza Giovanni che Lidia ha ricominciato una nuova vita? Non è forse grazie alla malattia che Lidia comincia a prendersi cura anche di sé per dare a se stesse quelle attenzioni che le mancano? Per Meozzi, la crudeltà dell'amore incarna la realtà spietata che spesso si cela dietro le passioni intense e le relazioni simbiotiche. È la consapevolezza che l'amore, per quanto profondo, può trasformarsi in una gabbia quando diventa totalizzante e privo di spazio per l'individualità.

Serena Palmese